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Cacciare col cane da ferma PDF Stampa E-mail
Scritto da Andrea Mariani   
sabato 16 febbraio 2008

immagine La caccia è una cosa meravigliosa, in tutte le sue forme, in tutte le sue specialità ed in tutti i suoi metodi. Cacciare ormai non è altro che sganciare la presa di tensione che ci accompagna ogni giorno a lavoro, a casa e tra la gente, per immergersi in un mondo diverso e lontano dove si ha un approccio immediato con la natura ed i suoi abitanti. Il cacciatore moderno dal mio punto di vista non è altro che un artista un po’ bambino a cui piace isolarsi, immergendosi in un ambiente che non è quello di tutti i giorni. Il cacciatore attuale non è più quello di qualche anno fa, affamato di prede e di carnieri pieni. La caccia per lui è un incontro con gli animali nel loro ambiente. Poi c'è il cacciatore che pratica questa disciplina con l'ausilio di uno o più ausiliari, che può andare a caccia di ungulati o alla lepre con mute di cani; c'è a chi piace avere un cane da riporto e da cerca, ed in fine c'è chi usa il cane da ferma. E' solo un mio parere che non ci sia più nobiltà, più diletto e più gusto di cacciare con il proprio cane da ferma. Personalmente la ritengo la vera ed unica disciplina venatoria che fa onore al cacciatore, mettendola al primo posto tra tutte le discipline venatorie. Cacciare con uno o più cani da ferma è come andare a fare una scampagnata tra amici, inseguendo lo stesso obiettivo. Il nostro ausiliare è un grande compagno di caccia e con lui dividiamo gioie e delusioni che ci accompagnano nelle nostre uscite. Il cacciatore parla al proprio ausiliare come se parlasse ad una una persona e questa è una cosa meravigliosa. La persona o il compagno di caccia, Immaginel'indomani per una discordia, un diverso modo di pensare o per invidia, potrebbe allontanarsi, invece il nostro ausiliare ci leccherà sempre la mano, anche se abbiamo appena avuto un disappunto con lui, e così sarà per tutta la vita. La ritengo una cosa talmente bella che amo questi esseri viventi più di me stesso. Esso non sarà mai un nostro servo, ma un utile collaboratore e la sua indole sottomissiva non dovrà mai essere mezzo di abuso e di prepotenza. Se mi capita di alzare la voce con uno di essi mi pento subito; non possono replicare, possono solo ascoltare senza esporre le proprie ragioni e questo non ci mette ad armi pari. Invito chiunque ad intraprendere questa disciplina, che, per quanto impegnativa ed onerosa in termini di dispendio di energie, da grandissime soddisfazioni ed un senso di pieno  appagamento.

Immagine Io personalmente posseggo ausiliari di razza setter inglesi. Cacciare con quest‘ultimo la beccaccia è l’aspirazione di ogni cacciatore cinofilo. Possedere cani specialisti beccacciai è un sogno che tutti vorrebbero realizzare. Ma il raggiungimento di questo sogno si ottiene soltanto con il sacrificio, la pazienza e l’amore per questo fedele amico. Sacrificare giornate di caccia soltanto per affinare, consolidare ed addestrare il cane da beccacce non è un sacrificio ma è un diletto ed ogni cacciatore cinofilo dovrebbe capire che quei momenti dedicati all’addestramento saranno ripagati e coronati da splendide giornate di caccia, che rimarranno impresse nella memoria di ognuno fino alla vecchiaia.  I comandi vocali, gli sguardi, i cenni, sono requisiti che devono essere sempre ai massimi livelli tra un beccacciaio ed i propri ausiliari, affinché l’azione sia sempre sotto il controllo del conduttore. A beccacce occorrono cani di mentalità venatoria superiore, intelligenti ed avidi, di grande movimento, di ampia presa di terreno, di uno spiccato senso di correttezza, che uniti ad una ferma stabile e sicura, fanno di essi i migliori compagni del beccacciaio. ImmagineQuando un cacciatore è in possesso di certi compagni non starà certo a guardare se muove un po’ la coda sull’emanazione oppure se da due nasate a terra per accertare la presenza. Tutti vorremmo il cane bello e bravo ma poi a caccia le cose sono un po’ diverse. Gli ambienti  sono aspri, duri, molto fitti di vegetazione, di rovi e cespugli sempre verdi. I terreni sassosi, scivolosi, ripidi e rotti rendono ogni manovra difficoltosa, facilitando la vita alla beccaccia ed impegnando al massimo il cane ed il cacciatore.  Ma alla fine è sempre lui, il nostro ausiliare, che può trasformare una giornata fredda e faticosa in una giornata lieta e ricca di soddisfazioni.

Sono momenti magici, pieni si suspance che il beccacciaio conosce sicuramente.
Il cacciatore è rapito dalla tensione che ogni cane in ferma gli trasmette davanti alla selvaggina e l’adrenalina sale alle stelle.

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 11 giugno 2008 )
 
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