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Coda Frangiata PDF Stampa E-mail
Scritto da Andrea Mariani   
sabato 13 settembre 2008
Non vedo un'altra razza di cane da ferma che possa eguagliare, sostituire o contrastare la grandiosa ed efficace attitudine alla caccia del Setter Inglese. E' un essere vivente unico, che nasconde sotto il suo mantello setoso una perfetta meccanica scheletrica, sostenuta da muscoli potentissimi che ne esaltano le movenze ed il fisico da vero atleta.
Setter Inglese - GenioLo chiamiamo anche il “coda frangiata”, quale punto di riferimento fisso per il cacciatore ma soprattutto per il cinofilo che legge attraverso essa gran parte del movimento e della psiche setter nel soggetto. La coda è veramente una parte del corpo molto importante nel setter inglese, forse perché é sempre bene in vista ma anche perché è l'anima espressiva che caratterizza il movimento, il modo di andare a caccia ed i relativi atteggiamenti quando il setter inglese va in ferma. In questa occasione, essa rimane tesa, rigida, e la sua linea prosegue quella della groppa, mai più alta se non alla punta dove, alcune volte, prende forma di scimitarra con la lama rivolta verso il basso. Le sue frange in questi momenti si aprono e si distendono verso il basso, partendo da quattro o cinque centimetri dall'attaccatura del corpo, si allungano di più al centro per poi accorciarsi gradatamente fino alla punta. Durante la corsa, la coda funge da timone, rimanendo sempre ben ferma e sollevata da terra e facendo dei movimenti laterali quando il cane cambia direzione, oppure oscillando qualche volta dal basso verso l'alto quando il cane corre in discesa. Bellissimi quei setter inglesi che quando corrono e vanno in caccia, allungano il collo in avanti mantenendo la coda stabile all'indietro per dirigere la traiettoria, formando in tal modo una siluette meravigliosa che si muove tra boschi ed erbe di montagna. Quando va in emanazione, il setter si flette, rallenta il movimento, si fa felino, accertando l'odore che gli giunge e lo fa dirigere dritto in un punto dove si arresterà con la testa alta ed il resto del corpo più verso terra, sbarrando gli occhi che guarderanno fissi. E' questa l’essenza di tanto lavoro, é questo che lo mette al primo posto tra i compagni del cacciatore artista, che vede la caccia come una poesia.
Setter Inglese - IarnoMa il punto forte nel setter inglese é il bellissimo cranio, costruito a mio avviso con il compasso ed il righello. Non potrei immaginare un'altra testa nel setter inglese, i suoi assi cranio facciali paralleli di eguale lunghezza, che danno una forma tendenzialmente squadrata al cranio ed il labbro quadrato e poco abbondante, ne esaltano il profilo. Il tartufo nero è sempre molto grande ed umido, le lunghe orecchie sono attaccate basse e dietro la linea dell'occhio che io considero il vero punto di contatto e di dialogo tra lui e noi. L'occhio del setter inglese, che meriterebbe un capitolo a parte per essere descritto, é un occhio umano, dolce, espressivo, scuro e profondo, molto profondo, dove è difficile immaginare cattiveria venatoria ed intensa voglia di predare, ingannando cosi gli scettici e tutti coloro che non conoscono a fondo questo sublime folletto bianco. Passo ore con i miei setter e spesso trascorro con loro intere giornate soltanto a guardarci negli occhi per scambiare messaggi e capirci meglio. Certe volte, basta un cenno col mio sopracciglio per far capire a Varenne che sono allegro e voglio giocare con lui che, ovviamente, raccoglie il messaggio ed inizia a saltarmi intorno. Quando è in ferma, mi avvicino a lui, a Lady e agli altri, li guardo negli occhi chiedendo loro: “Cosa c'è..., dov'è..., dove si nasconde...?”. Essi, con la coda dei loro occhi, mi guardano un attimo pregandomi di non fare un passo in più altrimenti combinerò un bel danno; allora mi fermo e attendo, divertendomi molto a guardarli e cercando di immedesimarmi in loro per capire quanta passione  e quanto  sentimento li spinga a fare tutto ciò. Ad azione conclusa, Varenne viene a leccarmi la mano come per un grazie, quasi come se alla fine sia stato io l'artista e non lui, rimarcando con questo gesto quanto questa razza sia sottomessa all'uomo: suo vero fratello di passioni. Spesso provo ad immaginare gli avi di questi nostri Setter Inglesi, le loro forme e la loro psiche e quanto bagaglio genealogico siano riusciti a tramandare fino alla nostra era. I nostri vecchi cinofili e cinotecnici hanno perfezionato e mantenuto queste caratteristiche venatorie e morfologiche, lasciandoci una razza perfetta, bella ed utile. A loro va un immenso grazie da parte mia e di chi la pensa come me.
La psiche del setter inglese è un argomento che non posso e non voglio sorvolare, citando quanto sia diversa dalle altre razze e quanto sia di grande utilità per la caccia.  Il setter inglese, caccia sempre con l’intelligenza che lo contraddistingue e che rappresenta la sua arma più preziosa, mai con impeto e voglia di correre soltanto perchè Dio gli ha dato questa dote. Esso affronterà il terreno di caccia con disinvoltura e ragionando, senza dare la sensazione di non saper dove andare. Si dirigerà sempre in posti che ritiene più importanti, spesso si allontanerà ma farà sempre ritorno a noi, unico punto di partenza e di arrivo. Setter Inglese -IranoLa cerca ampia è la dote che più apprezzo nel setter a caccia e non è difficile avere soggetti con queste caratteristiche, in quanto tutti ne sono dotati, ma sta al cacciatore saper coltivare questa dote, esaltandola e rendendola utile, mai dannosa. Infatti, chi non è capace di cacciare con cani che aprono molto e che restano anche per parecchio tempo distanti dal proprio conduttore, non dovrebbe scegliere questa razza e se lo fa, deve accettare questo loro modo di affrontare il terreno, evitando di mortificarli costringendoli a restare vicini con ripetuti richiami, continue minacce... ed altro. Sono cani che fanno la grande cerca ed è questo l'unico modo di andare a caccia che esalta veramente questa splendida razza evidenziandone le doti di grande esploratore e scovatore di selvaggina.
Ultimo aggiornamento ( sabato 13 settembre 2008 )
 

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