RELAZIONE ATTIMONELLI alla prova di Eccellenza nel Setter Day 2007. Vince Capò, non si sa cosa si debba dire di nuovo, oggi ha infilato un’altra delle sue magnifiche giornate. E’ un cane il cui stile di razza è al di sopra di ogni discussione, è un dominatore del terreno, con una continuità di azione straordinaria. Ha preso un punto che è stato un vero capolavoro: il cane si è allargato sulla sinistra, ha avvertito e fermato una quaglia a buona distanza, più verosimilmente una quaglia che si sottraeva di piede ed il cane ha tenuto con bellissimo stile il contatto fino all’arrivo del conduttore. Ineccepibile la conclusione, quindi al di sotto di un CAC non si poteva dare.
Ho scritto questo commento subito dopo aver girato il documentario “Setter Day 2007” e già in fase di montaggio mi sono accorto che era un buon prodotto in quanto splendidi erano i protagonisti che sfilavano, anche perché la passerella era riservata ai migliori rappresentanti della razza. Avrei aggiunto molto ancora ma l'ho risparmiato per la prossima puntata. Il documentario è a disposizione della SIS e tutti i soci 2008 avranno una copia in omaggio. Buona visione! Campo Felice, Provincia del L'Aquila, 7 Luglio 2007. In uno scenario di rara bellezza che solo la maestosità di Campo Felice può offrire, davanti ad una moltitudine di appassionati, cinofili e cacciatori, che riempie per intero la lunga strada sopraelevata che conduce allo chalet “Romeo”, si è celebrato il 3° Setter Day 2007. E' l'appuntamento più prestigioso dell'anno, dove si danno appuntamento tutti i setters ed i settermen. Una rassegna dedicata alle più prestigiose rappresentazioni della razza. In campo tutti i migliori soggetti appartenenti alle quattro specie. Una passerella per tutti gli amanti del setter, un momento di confronto e di aggregazione. L'articolazione della giornata prevede una verifica di funzionalità attraverso una esibizione di tutti quei campioni distintisi e titolati nelle prove di Caccia Pratica e Grande Cerca. A seguire il controllo morfologico. La somma dei tre punteggi cioè: risultati in prove, esame morfologico ed esame della funzionalità permetterà di produrre una graduatoria necessaria per la proclamazione dei vari Campioni Sociali.
“Fra tutti i cani da caccia non ve n'è uno che sia generalmente più utile, bello e che abbia migliore olfatto del setter inglese”. E' doveroso iniziare questa monografia con le parole del grande Maestro Sir Edward Llaverack, perchè con la sua opera inizia l'era moderna di questa razza. Il Setter Day è la sua festa ed anche di tutti gli appassionati, suoi inseparabili estimatori ed utilizzatori, che si ritrovano in quelle montagne da tutte le parti d’Italia. Il figlio di Artemide scende in campo con tutta la sua grandezza, la sua classe e la sua eleganza. Gli inglesi alcuni secoli fa, non potevano avviare la realizzazione, per noi cacciatori e cinofili, di una creatura migliore, più utile, bella ed intelligente. Il Setter è l'ausiliare largamente più usato dagli italiani e l’Italia è la sua nuova patria. I nostri allevatori, cinofili e cacciatori, insieme, hanno saputo cogliere l'occasione per perfezionarlo, rendendolo il cane più utile ed impiegato per la caccia e per le prove. Il setter inglese moderno è una macchina perfetta al servizio dell'uomo; è vincitore nelle prove e nella caccia, conquistando nei registri dell'ENCI la qualifica del cane da caccia con il maggior numero di iscrizioni. Forse lo merita, grazie alla sua versatilità ed alla sua intelligenza. E' tanto docile ed affettuoso a casa, per quanto cattivo ed avido a caccia. Ha doti atletiche ed olfattive di altissima qualità. Non c'è condizione climatica, non c'è terreno impervio, rotto, ripido e fitto che possa fermarlo o scoraggiarlo.
La sua grande peculiarità è di essere elegante e bello anche quando le avversità del terreno ne ostacolano l'andatura. E' una piuma che accarezza il terreno, sembrando quasi scivolasse su di esso. Questa razza ha saputo conquistare lentamente il cuore del gentlemen cacciatore fin dalle prime importazioni in Italia, quando i pionieri della cinofilia come Colombo, Cavalli, Lacchini ed altri capirono subito di avere tra le mani una razza che avrebbe coronato ed allietato le loro giornate di caccia e di cinofilia. I primi setter importati non erano certo belli come quelli attuali e la loro velocità di azione, non può essere certo paragonata a quella dell'attuale Orio, Kurt, Giotto ecc... Ma questi pionieri avevano un'altra mentalità, essi erano soprattutto grandi cacciatori oltre ad essere eleganti e questa dote è stata un po' trascurata nel tempo, a discapito della velocità di azione e della messa a punto dell'apparato scheletrico. Forse i nostri cinofili un giorno cambieranno rotta, e cercheranno di selezionare quei soggetti, che più di altri ne posseggono, visto che in giro ancora ce ne sono molti. Nelle prove si distingue su tutti i fronti, poiché è un cane di facile addestramento, di elevate capacità di apprendimento, è veloce, reattivo e di grandi doti olfattive. Si distingue in caccia pratica, in caccia a starne, nelle classiche a quaglie e in grande cerca è il re incontrastato. Vederlo galoppare, con il collo teso in avanti e scivolare sul terreno come una pantera quando entra in emanazione, poi andare in ferma con la testa alta nel vento, ad indicare con precisione dove si nasconde la preda, riempirebbe il cuore di gioia a chiunque. E’ la prudenza il suo requisito più utile a caccia, anche quando fila veloce interroga il vento ed è sempre pronto ad accostare il selvatico in guidata. Lui è sempre cauto, restio ad avvicinarsi troppo, studia la sua preda col naso e col cervello e quando capisce che un passo in più sarebbe rischioso, allora ti aspetta li, immobile per ore, con le orecchie dritte e gli occhi sbarrati, fissando un punto per terra. L'ampiezza della sua cerca, l'ostinazione nel voler reperire il selvatico a tutti i costi, la passione che lo trascina così distante da noi, fanno di lui una macchina da caccia alla quale noi settermen non potremmo proprio fare a meno. Felino, elegante, galoppatore nato, grande compagno del cacciatore, fedele amico a casa, è nato per misurarsi sulle grandi distanze, adattandosi perfettamente agli scenari di caccia italiani e conquistandosi la nomina di leader. Chi potrebbe contrastare questo meraviglioso folletto dal pelo morbido e fluente, dalle frange svolazzanti nel vento e con la testa sempre alta, protesa in avanti, come se andasse incontro all'aria, sua fonte inesauribile, che tante informazioni e profumi gli suggerisce. Quando percepisce un effluvio si flette come un gatto, si arresta nell'erba quasi completamente nascosto, facendo emergere soltanto la punta del naso che capta il selvatico, immobilizzandolo e costringendolo alla resa.
Il baronetto seduto è la, che ci attende, mettendo in evidenza tutta la sua classe, tutta la sua sagacia, dimostrandoci in un attimo come sia semplice e naturale per lui essere utile. In cambio chiede soltanto un po' di attenzione, di amore e di riconoscenza da parte del suo compagno e non del suo “padrone”, termine obsoleto ed offensivo. Dal nord al sud dell'Italia, ormai diffuso ovunque, è stato scelto dal cacciatore comune e dallo specialista, che hanno saputo fare di lui il partner di caccia ideale in tutte le pratiche venatorie in cui si richieda un cane da ferma. Quando si guarda un setter inglese negli occhi, si percepisce subito la sua grande intelligenza, il suo occhio dolce ed umano sprigiona amore profondo, senso di fedeltà e di sottomissione, della quale poi, mai ne dovremo approfittare ed abusare. Il suo manto può essere di vari colori e tra i più comuni troviamo: bianco nero, bianco arancio, bianco fegato e tricolore. I soggetti si differenziano tra loro per lè tonalità e la consistenza dei colori; in alcuni più marcati e con grandi macchie sparse sul corpo, in altri prevale il bianco ed il colore è appena evidente in piccole picchiettature. Ma la psiche nel setter rimane la stessa, la sua mentalità lo spinge ad agire, a muoversi, a ragionare e ad ascoltare l'uomo, come nessuna altra razza da caccia sa fare. Quando si ama un setter, si amerà per tutta la vita, ma quando sarà lui ad amarti, sarà disposto a seguirti sempre ovunque, anche nei momenti difficili non ti lascerà mai solo, non ti abbandonerà mai, perchè lui ti ha dedicato la sua vita e mai rinnegherà questa scelta.
Sul campo di gara. Si scende in campo, la giuria mette al collo la trombetta e prende in mano il blocchetto dove andrà a scrivere i suoi appunti che alla fine valuterà per decretare la classifica. Il terreno di gara è semplicemente splendido, un'ampissima distesa verde delineata dalla strada principale, che essendo rialzata rispetto al campo, funge da tribuna per migliaia di appassionati che sono accorsi. Le dominanti vette intorno, che superano i 2000 metri di altezza, fanno da cornice a questo scenario del tutto unico e suggestivo, sicuramente il migliore del circuito di prove classiche. In queste splendide montagne viene corso anche il “Saladini Pilastri”, prova molto conosciuta, denominata a ricordo del grandissimo cinofilo ascolano, dove si mettono in evidenza i migliori cani cacciatori, su selvaggina naturale di alta montagna. Questa palestra naturale, inoltre, durante tutto l'anno è affollatissima di dresseurs professionisti e non, che vengono ad allenare i propri cani in queste distese immense, dove è stata concessa dalla Regione Abruzzo un'ampia zona di addestramento cani. Organizzazione impeccabile; i gruppi cinofili Aquilano e Teramano uniti in simbiosi per un unico obiettivo: la perfetta riuscita della manifestazione. Si iniziano a sganciare i cani, ora si fa sul serio, le passerelle sono finite, adesso il campo selezionerà naturalmente i più dotati. Anche se il clima ai bordi è disteso, in campo c'è tensione. Si avverte in ogni momento, in ogni circostanza. I nostri desseurs, desiderano fare una bella figura davanti a questo pubblico che da tutta Italia ed anche oltre li ha raggiunti per vedere le performance dei loro setters e le capacità di dressaggio dei loro conduttori. Tutto come previsto. Tutti grandi professionisti con altrettanto grandi soggetti al guinzaglio, ma soprattutto grandi cinofili che hanno saputo trasferire in Italia la patria natale del setter inglese, perchè ormai è qui dove emergono i più grandi setter inglesi mai esistiti. I cani sono dei veri atleti, maestri nell'arte del correre ed ispezionare l'aria, ognuno di loro ha pochi minuti a disposizione per dimostrare la propria efficacia. Basta poco per essere secondi, un rientro sbagliato, una ferma in bianco, un incolpevole sfrullo, un fuori mano, una rincorsa se pur breve dietro alla quaglia che vola via. Lo sbaglio è sempre dietro l'angolo ed il terreno pieno di quaglie immesse non lascia scampo a chi volesse insinuare che lì non vi è selvaggina. Certe volte la grande abbondanza di quaglie sparse sul terreno non si rivela un vantaggio, anzi, spesso questo fattore induce il cane all’errore. Vedere galoppare un setter di queste levature è una festa degli occhi che lascia senza parole. Questi soggetti sono il prodotto di una lunga selezione, che ci accompagna da decenni e che ha messo in evidenza sempre i cani migliori, i quali, se pur della stessa razza, sono spesso di correnti diverse, rendendo ancora più prezioso il bagaglio genetico del setter inglese in Italia. Molti giovani si affacciano in questa vetrina e vogliono tentare la sfida, che sarà non senza difficoltà e delusioni, ma che alla fine li ripagherà di grandi emozioni e di esperienza per il futuro. Il livello di prestazioni rimane altissimo ed alla fine tutti questi campioni saranno arrivati primi, perchè è già una vittoria essere qui ed essere giudicati oltre che dal pubblico numerosissimo dai giudici più in gamba del mondo, che sono anche i più esperti conoscitori di questa razza. Colui che vince forse avrà qualcosa in più degli altri, forse fortuna ma soprattutto talento, perchè vincere qui non è una vittoria ma è una conferma. |